Vermouth Extra Dry Domenico Ulrich

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L’extra dry è la versione secca del Vermouth Bianco. Inedito, di squillante freschezza: pura piacevolezza «dry» che scala i vertici della miscelazione.

Per fare un ottimo Vermouth ci vogliono grandi vini base. Non è un caso dunque che i migliori “fortificati”, così come i Vermouth erano conosciuti in passato, fossero nati in territorio italiano e francese.

ITALIA, FRANCIA E RITORNO

Se il Vermouth Rosso è certamente un’invenzione tutta tricolore che ha un luogo e una data – 1796 a Torino – quella della versione Extra Dry si lega a doppio filo con i cugini francesi. Nel XVIII secolo, le contaminazione Regno Sabaudo e Francia non erano certo poche. Il francese era lingua comune e diffusa su entrambi i versanti delle Alpi: moda, letteratura, musica, arte e architettura erano in relazione osmotica, passavano cioè i confini senza soluzioni di continuità e, molte volte, era la Francia a dettare le regole del buon gusto.

Non in fatto di Vermouth però: qui l’azzurro della casa Savoia riusciva non solo ad eguagliare, ma a superare i cugini francesi in fatto di novità, gusto, ricette e tradizioni. Una moda tanto diffusa che, rapidamente, passò in Francia, sviluppando produzione artigianale di tutto rispetto.

Come vino base per i loro Vermouth i francesi decisero di utilizzare soltanto vino bianco secco, una scelta che provilegiava il sapore asciutto e aromatico, nonché amaro, dei loro vini fortificati. Si narra che i primi produttori di Vermouth Extra Dry – ovvero super secco – furono i due “Joseph”: Joseph Noilly, erborista della francia meridionale, Joseph Chavasse, che sviluppò il suo commercio a Chambery. Noilly diede vita nel 1813 a quella che diventerà la Noily Prat, utilizzando vini bianchi della Languedoc, mentre Chavasse puntò sugli aromi e le essenze raccolte sulle montagne della Savoia.

Il successo dell’extra dry e la sua ottima miscelazione tornò in Italia, dove i botanici più preparati, come Domenico Urlich, diedero larga diffusione a questa bevanda, utilizzando la grande liquoristica piemontese e legandola in modo peculiare alle botaniche del territorio.

IL VERMOUTH EXTRA DRY DOMENICO ULRICH

La ricetta originale del XIX secolo, messa a punto da Domenico Ulrch, è stata rielaborata da Marolo in una veste delicata, ricca di aromi, su cui spiccano note di noce, limone e frutti di bosco. Il vino utilizzato è 100% piemontese, proprio come avveniva durante l’epoca delle origini, così come gran parte delle botaniche. Il Vermouth Extra Dry Domenico Ulrich trova il suo apice on the rocks, miscelato a un ottimo gin, vodka o bitter con guarnizioni di ribes e frutti rossi.

 

Vermouth Domenico Ulrich extra dryLatin Manhattan

1 parte e mezzo di rum scuro
1 parte e mezzo di Vermouth Bianco Domenico Ulrich
1 parte e mezzo di Vermouth Extra Dry Domenico Ulrich
1 spruzzo di bitter

Riempite il bicchiere con i cubetti di ghiaccio. Aggiungete tutti gli ingredienti. Mescolate e versate in un bicchiere da cocktail. Guarnite con una bacca al maraschino.

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