Vermouth Bianco Domenico Ulrich, prima le signore!

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Non molti lo sanno: il Vermouth Bianco nacque per soddisfare il palato delle madamine sabaude. Più dolce e amabile del fratello maggiore “Rosso“, era preferito dalle signore durante le chiacchiere da bar, liscio oppure on the rocks, perfetto per cocktail dalle note floreali e decisamente sensuali.

L’aperitivo è donna. Tra il 1880 e i primi anni Venti, le donne iniziarono a scrollarsi di dosso il moralismo e delle rigide regole vittoriane e la nascente arte della miscelazione, fu complice della rivoluzione. Bere in compagnia e in luoghi esterni a quelli della nido familiare era una tradizione, addirittura un privilegio, dell’uomo, che non sempre ne faceva buon uso. Fu per imitazione e sfida che anche le New Women, iniziarono a bere prima in casa, e poi al bar. Tra il biasimo e la malcelata approvazione dei maschi, cominciarono, si volgevano a cocktail fruttati e freschi che, adagio adagio, avevano sostituto il più prosaico e noioso tè delle cinque. L’etichetta di fine ‘800 favoriva questa abitudine. I manuali di bon – come la Etiquette for alla occasion del 1901, consigliano conversazioni pomeridiane frivole e piacevoli, rinfrescate da bevande poco alcoliche o moderne: acqua gassata, punch, vino e limonata.

DAL ROSSO AL BIANCO

Dall’emancipazione alla nascita di aperitivi “femminili”, il passo fu breve. Caso volle che, proprio verso la fine del XIX secolo, la miscelazione raggiungesse la sua consacrazione a livello mondiale. Se nei paesi anglosassoni il cocktail fu il grande compagno delle prime suffragette che si presentavano in pubblico con il bicchiere orgogliosamente in mano, in Italia l’emancipazione passò dal Vermouth e dai tavoli dei bar di Torino. Era qui che le madamine della buona società, meno oppresse di un un tempo dai duri lavori casalinghi, riuscivano a ritagliarsi un momento di spensieratezza, incontrandosi verso la fine della giornata. Il Vermouth Rosso, alcolico e dalle mascoline note amaricanti, non era però adatto alle crinoline e alle mani guantate. Fu così che venne elaborato un aperitivo speciale, alla tipica maniera piemontese: di carattere, ma senza esagerare, dal tipico colore bianco, senza zucchero bruciato, per sottolineare la differenza. A Torino, a cavallo fra l’Otto e Novecento, nasceva il Vermouth Bianco, che di lì a poco, divenne così consumato e famoso da fare quasi ombra al fratello maggiore.

LA RISCOPERTA DI MAROLO

Seguendo la ricetta del 1854 del botanico Domenico Urlich, Marolo ha riscoperto e rielaborato la sua personale interpretazione del Vermouth Bianco Domenico Ulrich: profumi leggiadri e suadenti, in perfetto equilibrio tra dolcezza e note amaricanti, adatto tanto alla miscelazione quanto al consumo liscio, con o senza ghiaccio. Il Vermouth Bianco Domenico Ulrich è lanima dell’aperitivo per eccellenza, favoloso con uno shot di limone fresco e scorzette di agrumi a decorazione che ne esaltano le note floreali di sambuco, rosa e un tocco di vaniglia.

Il Vermouth Bianco Domenico Ulrich è il non plus ultra per cocktail a base di gin, vodka, bitter e basi con succo di arancia, pompelmo, ananas e limone.

 

Vermouth Bianco Domenico UlrichROYALE BIANCO

1 Parte Di Vermouth Bianco
1 Parte Di Prosecco
5/6 Foglioline Di Menta

Preparazione

In un bicchiere Balon mettere delicatamente 7/8 cubetti di ghiaccio. Aggiungere la menta, versare il Vermouth Bianco Domenico Ulrich e il Prosecco. Mescolare delicatamente.  Servire decorando con uno spicchio di lime

 

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