Storia dell’alambicco, l’età arcaica

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La storia dell’alambicco inizia con la tecnica della distillazione, un avanzatissimo sistema di bollitura “estraente”. La materia prima, riscaldata e portata alla giusta temperatura tramite vapore acqueo, rilascia oli essenziali, aromi, alcool (come nel caso della grappa) e sostanze che, dopo essere stati raffreddati, vengono convogliati in un recipiente.

La particolarità della distillazione è che opera a temperature controllate e, frazionando i vapori, riesce ad estrarre e separare le sostanze in base al loro punto di evaorazione. Il risultato è una “sostanza nuova”, “originale”: un liquido “puro ed etereo” perché, estratto dalla materia grezza, ne conserva lo spirito, la parte nobile. Da qui bisogna partire se si vuole capire per capire la storia dell’alambicco, legata a doppio filo con quella della distillazione. Ideata la tecnica, si studiava e migliorava lo strumento volto ad applicarla e a renderla perfetta: l’alambicco.

AL – AMBIQ

La parola alambicco deriva dall’arabo al-‘ambiq (distillare), che a sua volta si rifà al greco ambix (tazza); in latino veniva indicato con il lemma alembicus mentre in francese antico si usava il vocabolo alambic. Furono proprio gli arabi a preservare e perfezionare la tecnica della distillazione dall’età antica a quella medioevale dopo la caduta dell’Impero Romano salvando preziose conoscenze (soprattutto nell’estrazioni delle essenze) che gli alchimisti occidentali ripresero e ampliarono in senso spirituale, fino alle moderne tecniche di distillazione alcolica della rivoluzione industriale. L’alambicco è composto in linea di massima da tre parti: la cucurbita o caldaia, che si espone alla sorgente di calore e che contiene il liquido da distillare; ad essa si sovrappone il duomo o capitello o elmo, per lo più di forma emisferica, da cui si diparte il condensatore, che può essere costituito da un serpentino immerso in acqua, ovvero da un semplice tubo raffreddato ad aria.

4000 a.C. | IL PIÙ ANTICO ALAMBICCO DEL MONDO

Sembra che la storia dell’alambicco cominci nella Slovacchia sud-occidentale. Qui, nel sito di Abrahám, sono stati rinvenuti i resti del più antico alambicco costruito dall’uomo. Si tratta di uno strumento del 4000 a. C. a tre pezzi mobili, dove le tre funzioni della distillazione avvengono in un unico corpo: ebollizione, condensazione e raccolta. Il liquido veniva riscaldato nel recipiente basso, vaporizzava e condensava sulle pareti di un coperchio convesso, che convogliava il distillato in un collettore anulare. Una tecnologia definita «estrazione ad anello di recupero», precorritrice del moderno separatore a riflusso, che agisce in simile.

Modello di “estrattore ad anello di recupero” a contofto con un moderno separatore a riflusso

 

3500 a.C. | ESSENZE ARCAICHE

Distillatori ad anello di recupero ci sono pervenuti dall’alta valle del fiume Tigri,  a Tepe Gawra, vicino a Mosul, dove gli archeologi hanno scavato frammenti di alambicchi in ceramica risalenti al 3500 a. C. Del tutto simili all’alambicco slovacco, presentano forellini nel bordo interno dell’anello, interpretati come apparati per la separazione degli oli essenziali dall’acqua. È dunque probabile che in Mesopotamia, oltre 5 mila anni fa, avessero già elaborato tecnologie per l’estrazione di essenze che soltanto molto più tardi verranno perfezionate.

Ricostruzione di distillatori di essenze di Tepe Gawra, Iraq, periodo Uruk, circa 3500 a.C.

 

1800 a.C. | L’ALAMBICCO DI PYRGOS

Alambicco di Pyrgos 1800 a.C.

Un passo avanti nella storia dell’alambicco si deve alla civiltà di Pyrgos, nell’isola di Cipro. Scavi recenti hanno riportato alla luce un laboratorio per la produzione di profumi e forse distillati del 1800 a. C. Gli strumenti ritrovati mostrano una tecnologia avanzata: la “testa” del distillatore era appoggiata sopra la brocca in caldo, mentre il becco con la funzione di «condensatore» traportava i vapori in una camera di condensazione immersa in acqua. Se aggiungiamo che vicino al distillatore sono stati rinvenuti semi d’uva e una giara per vino, ci troviamo probabilmente di fronte alla prima evidenza concreta di una distillazione alcolica a partire da liquidi fermentati.

Gli alambicchi arcaici smentiscono le tesi
secondo cui la distillazione è un’invenzione moderna
e che nessun sistema di raffreddamento
fosse utilizzato prima dell’anno Mille.

I secolo a.C. | IL CONDENSATORE PACHISTANO

Una tecnica simile a quella cretese caratterizza i ritrovamenti Shaikhān Dheri, nella valle di Peshawar, in Pakistan. Reperti del I secolo a. C. mostrano un distillatore del tutto simile ai futuri alambicchi . Per aumentare il rendimento di prodotto finito (che veniva sigillato ed era pronto per il commercio), la camera di condensazione in ceramica era immersa in un bacino di terracotta.

Modello dell’alambicco pakistano ritrovato a Shaikhān Dheri (I secolo a.C.)

 

Non si sa con certezza se, in età arcaica, si distillassero essenze o bevande alcoliche; se fossero utilizzate a scopo rituale, magico, inebriante o soltanto cosmetico. Le tecnologie però erano state perfezionate e la distillazione faceva parte del patrimonio produttivo di civiltà assai diverse e lontane fra loro

 

 

 

La storia dell’alambicco in epoca Medioevale e Rinascimentale continua qui –>

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