Milla: la camomilla secondo la tradizione Marolo

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“Nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie […] nella natura tutto il mondo è una farmacia che non possiede neppure un tetto!”  – Paracelso

Conosciuta fin dall’antichità – era sacra per gli Egizi, celebrata dai Greci, citata da Galeno e Plinio il Vecchio – la camomilla è una delle piante medicinali più utilizzate nella storia della medicina popolare europea, da sempre alleata dell’uomo nel sonno, nella digestione, nella quiete dei pensieri. Sedativa e antinfiammatoria, veniva usata per lenire dolori intestinali, coliche, stati d’ansia e insonnia. Ma la sua funzione non si è mai esaurita nel solo ambito curativo: anche in cucina, nei profumi, nelle infusioni da dopocena, la camomilla è sempre stata un ingrediente di conforto e di intimità.

Nota in botanica come Matricaria chamomilla L. (o Chamomilla recutita), la camomilla appartiene alla famiglia delle Asteraceae. I suoi capolini – piccoli fiori dal cuore giallo e petali bianchi – contengono olio essenziale ricco di bisabololo, camazulene e flavonoidi, sostanze responsabili delle sue proprietà calmanti, antinfiammatorie e antispasmodiche. Per la loro delicatezza, i fiori devono essere raccolti al giusto grado di maturazione e trattati con attenzione per non disperdere i composti volatili. È proprio questo profilo aromatico unico, tra il dolce e il balsamico, che rende la camomilla così preziosa anche in liquoristica: non solo come rimedio, ma come ingrediente sensoriale a tutti gli effetti.

In Piemonte – dove l’erboristeria contadina da sempre cammina a pari passo con la liquoristica domestica – la camomilla è stata usata nei secoli per creare infusi digestivi alcolici, spesso a base di grappa o alcolati di vino. Queste preparazioni, trasmesse oralmente o custodite nei taccuini di famiglia, univano la conoscenza delle proprietà delle erbe all’arte del distillare: un sapere semplice, concreto, capace di unire benessere e piacere.

Una ricetta delle Langhe, oggi

È da questo contesto – culturale prima ancora che agricolo – che nasce Milla, il liquore alla camomilla e grappa di Nebbiolo firmato Marolo. Una ricetta tradizionale delle Langhe, tramandata e reinterpretata con attenzione artigianale, che nell’infusione dei capolini del fiore esprime tutto lo spirito e la forza di un territorio.

Alla base c’è la grappa di Nebbiolo, distillata a bagnomaria con metodo discontinuo, come da filosofia Marolo: lenta, precisa, rispettosa. La camomilla viene infusa a freddo, per conservarne intatti gli oli essenziali e il profilo aromatico. Il risultato è un liquore di 35 gradi, dalla struttura gentile ma persistente, dove la dolcezza floreale del fiore si sposa alla complessità erbacea della grappa.

Milla è l’espressione di un equilibrio antico, che ha attraversato generazioni e paesaggi, fino ad arrivare a noi con una veste nuova – quella del packaging completamente rinnovato, pensato per valorizzare l’originalità della ricetta e parlare a un pubblico giovane e curioso.

Un sorso, mille possibilità

Milla è un liquore versatile, che trova spazio in momenti diversi della giornata e in contesti differenti: servita ghiacciata dopo cena, come digestivo, esprime al meglio le sue doti calmanti e ristoratrici. Ma è anche una base ideale per la mixology, sempre più attenta alla qualità degli ingredienti e alla riscoperta dei sapori botanici.

Ne è un esempio il cocktail Hearts and Daggers della bartender Amie Ward, in cui Milla si unisce a sciroppo di fragola, Chinato Marolo e succo di limone: un sorso che racconta, in chiave moderna, la profondità di un legame antico. Altre possibilità? Un twist aromatico su un White Negroni, o un tonic floreale con scorza di limone e ghiaccio. Milla è perfetta anche in versioni hot: da provare con acqua calda, miele e scorza d’arancia per una sera d’inverno.

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