Gianni Gallo, Keith Haring e le grappe Marolo: abbinamenti d’artista

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E se Gianni Gallo potesse chiamare Lorenzo Marolo, titolare assieme al padre Paolo, dell’omonima distilleria albese. Di cosa parlerebbero?

E come la prenderebbe il noto disegnatore e incisore delle Langhe, sapendo che le sue etichette sono state oggetto di un’incursione “pop”, ispirata al più celebre graffitaro degli anni ’80?

In questo dialogo impossibile presentiamo la nuova campagna social di Marolo: GALLO + HARING + MAROLO, ABBINAMENTI D’ARTISTA, che caratterizzerà i canali social della distilleria albese fino a dicembre di quest’anno.

Gianni Gallo

Gianni Gallo, disegnatore e incisore di Dogliani, scomparso nel 2011


– Lorenzo, che avete fatto?

– Cosa?

– Lorenzo!

– Chi è?

– Sono Gianni Gallo, Lorenzo. Che avete fatto alle mie etichette?

– … Gianni, che piacere! Ma da dove mi parli?

– Non importa il dove, ma il cosa ti sto dicendo: che avete fatto alle mie etichette?

– In che senso?

– Dico, su Instagram e Facebook. Ci sono delle specie di “scarabocchi tribali” sopra le etichette che disegnai per la distilleria Marolo. In tanti anni di onorata carriera, le avete sempre mantenute nei loro tratti originali, mostrandole con orgoglio.

– Ti riferisci alla nostre nuove campagne social?

– A quelle, almeno credo. Non ero ferratissimo in materia, ma mi sono aggiornato.

– Non sono scarabocchi. E, non ti preoccupare, non le abbiamo modificate.

– A no?

– Sono “ispirazioni” dedicate a Keith Haring, il grande maestro del graffitismo anni ’80. Non abbiamo modificato le tue straordinarie etichette, come avremmo potuto! Fanno parte della nostra identità. Diciamo che abbiamo usato i nostri canali social e la grafica contemporanea per creare un particolarissimo “abbinamento”.

– Un abbinamento artistico?

– Esatto.

– E perché avete scelto Haring?

– Perché ti stupirebbe sapere quanto siete affini.

– Ad esempio?

– Haring fu un’artista spontaneo, autentico, profondamente anarchico, che faceva del segno grafico l’elemento supremo dell’arte e della sua capacità di unire le persone.

– Interessante.

– Eccome. Haring disegnava come te, completamente a mano. Tracciava i suoi graffiti ovunque, sui muri delle città, sulle pareti dei locali e della metropolitana, addirittura, dipinse l’esterno del convento Sant’Antonio di Pisa! Credeva che l’arte fosse un messaggio universale, capace di parlare a tutti: i suoi segni e le sue figure si fecero sempre più essenziali: voleva dipingere simboli intellegibili da tutte le culture del mondo.

– Anarchico, mondialista e pittore: mi piace questo Haring!

– Come te, produceva le sue opere per amore dell’arte e delle persone. A differenza di molti suoi colleghi della pop art, non si adoperava per proteggere il nome, il marchio, l’opera. Haring, fino alla fine, è andato a disegnare tra la gente. Le sue erano opere che donava alla collettività. Caro Gianni, amava proprio come te l’isolamento, perché viveva l’arte come missione educativa e accessibile.

– Gli piaceva bere la grappa?

– Questo non lo so. Ma, di tanto in tanto, usciva dalla sua solitudine. Smetteva di studiare e frequentava i locali più alternativi: a New York come a Milano, sapeva divertirsi!


GALLO + HARING + MAROLO = ABBINAMENTI D’AUTORE

Marolo celebra la street art ispirata da Keith Haring associandola ai disegni di Gianni Gallo, il disegnatore che ha creato tutte le etichette della distilleria e le ha rese celebri nel mondo delle grappe. Un connubio “pop” che unisce le Langhe a New York e che accompagnerà i follower delle pagine social di Marolo da maggio a dicembre 2020 in dodici diversi “abbinamenti”.


Leggi il nostro post dedicato all’amicizia tra Gianni Gallo e Paolo Marolo

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