Donne, datevi alla grappa!

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La grappa ha bisogno delle donne. Più donne appassionate della grappa, più donne come esperte e assaggiatrici. Soprattutto, più donne ambasciatrici del distillato italiano.

Paola Soldi, presidente nazionale ANAG

Paola Soldi, presidente dell’Associazione Nazionale Assaggiatori di Grappe e Acquaviti (ANAG), non ha dubbi. Non si tratta di quote rosa o parità di genere, ma di una rivoluzione culturale: più donne dietro i banchi d’assaggio delle grappe aiuterebbero a svecchiare il settore, ampliare la base dei consumatori e, soprattutto, donare alla controparte maschile occhi, o meglio, papille nuove con cui degustare lo spirito italiano per eccellenza.

Presidente Soldi, facciamo un passo indietro: come sta la grappa in Italia?

Sta bene, anzi, dal punto di vista qualitativo sta sempre meglio. Lo abbiamo visto durante l’ultima edizione del premio Alambicco d’Oro. Le grappe stanno “invecchiando” e lo fanno con estrema eleganza. Abbiamo valutato campioni sempre più morbidi e affascinanti, di lungo e lunghissimo affinamento, capaci di gareggiare per profumi e complessità con qualsiasi distillato invecchiato del mondo.

E le grappe giovani?

Le grappe giovani sono croce e delizia del nostro mestiere.

In che senso?

Croce, perché sono difficili da spiegare a chi si avvicina per la prima volta al mondo della grappa, soprattutto se straniero. In un settore dove i distillati sono normalmente “neutri” e vengono pesantemente aromatizzati dai mixologist, la grappa bianca è “troppo caratterizzata”, “troppo marcata” dai profumi del vitigno d’origine.

E delizia?

Paradossalmente, per le stesse ragioni per cui è un distillato più difficile da proporre ai neofiti. La grappa giovane è scalpitante, ha una personalità spiccata, porta con sé il profilo aromatico delle uve da cui è distillata. Cambia da regione a regione, non è mai standard: come il vino, è espressione diretta di un territorio. Noi italiani siamo abituati a percepire queste differenze e a valorizzarle, perché viviamo in una realtà ricchissima di gusti e sfumature, che fa parte di noi fin dalla nascita. Per altri invece è più difficile capire questa diversità.

I giovani di oggi colgono questa ricchezza?

 Inutile negarlo. La complessità del nostro distillato nazionale richiede pazienza e maturità. I giovani possono avvicinarsi alle grappe attraverso i cocktail, ma è solo quando si sviluppa un gusto personale consapevole e adulto che si entra davvero in sintonia con la grappa. Ciò non dipende da fattori puramente anagrafici, ma richiede tempo, educazione e sensibilità.

Una sensibilità più femminile?

Perché no? Il mondo della grappa è stato a lungo una frequentazione maschile. Oggi però le grappe sono davvero più morbide, affascinanti, meno aggressive di un tempo. Durante le degustazioni, noto che quando è una donna a parlare di grappa, altre donne si avvicinano, chiedono, capiscono, assaggiano, vincono la loro naturale ritrosia al distillato. Le donne, ad esempio, hanno molto da dire sulla grappa perché hanno una sensibilità assai sviluppata verso i profumi, li colgono all’istante e sanno valutarli con competenza e “tatto” femminile.

Possiamo lanciare un appello?

Facciamolo (ride). Chiediamo alle donne di diventare assaggiatrici Anag, di tenere corsi di degustazione e di farsi ambasciatrici della grappa nel mondo. Sul loro esempio ci saranno certamente più donne incuriosite dalla grappa. E questo non può che essere un bene, per tutto il settore.

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PAOLA SOLDI
26 Settembre 2020 10:55

Grazie!