Milla & Mixology, metti una grappa nel tuo cocktail!

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Milla & Mixology – Oggi abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog Amie Ward, direttore del R. Bar a Baltimora, Maryland, e Best Baltimore Bartender nel 2016. Amie ci parla di come presenterà la Milla Marolo al Tales of Cocktail 2017, la più importante competizione di mixology Usa.

Con l’esplosione della mixology c’è stata una evoluzione della professione del bartender, quali sono le caratteristiche che bisogna possedere per svolgere al meglio questo lavoro?

Oggi il bartender deve possedere un’ampia gamma di competenze, la più importante delle quali è quella di essere una persona che sa accogliere e ascoltare i propri clienti. Il bar è la nostra casa e tutti sono invitati a prendere posto. Prima ancora di un drink, il bartender offre una calda accoglienza. Poi ci sono le competenze tecniche, come quella di preparare cocktail ben bilanciati e una propensione alla creatività, per uscire dalle comfort zone e ed essere innovativi.

Amie Ward

Come è cominciata la tua passione per gli spiriti italiani e per gli amari? Come hai conosciuto Marolo e i suoi ditillati?

Ho conosciuto i distillati italiani quando, sei anni fa, il bar per cui lavoravo scelse di servire Fernet Branca e una vasta scelta di grappe. Mi sono da subito innamorata del loro gusto robusto e aromatico, così ho cominciato a studiare cosa c’era “dietro”. Oggi grappe e amari fanno parte della mia personale filosofia di mixology. Ho cominciato a lavorare con Marolo da circa un anno, dopo l’incontro con Paolo Boselli (export manager Marolo per gli Usa ndr). Devo a lui la conoscenza delle grappe Marolo, che mi colpirono per l’eleganza: quando Boselli mi ha chiesto di elaborare alcuni cocktail con la grappa, sono stata felicissima di iniziare una collaborazione che dura tutt’ora.

Che cosa ti piace della Milla Marolo? Come la usi nei tuoi cocktail?

Mi piace davvero molto lavorare con la Milla perché è in grado di abbracciare molti elementi di un cocktail. Gustosa, floreale, di buon corpo, aggiunge complessità ai cocktail sia come base sia come parte aromatica. Personalmente, mi piace usare Milla come distillato di base, ma ho visto molti utilizzarla per dare un tocco in più alle loro creazioni. Ha davvero uno “spirito” dinamico!

Che cosa preparerai per il prossimo Tales of Cocktail?

Farò il mio preferito: il cocktail Milla che ho chiamato Hearts + Daggers. Poi il Marolo Julep e, infine il Chinato Soda. Hearts + Daggers è composto da Milla, Marolo Chinato, sciroppo balsamico di fragole e limone: un cocktail intenso, complesso, opulento. Il Marolo Julep è fatto con grappa di Barolo invecchiata 12 anni e sciroppo di menta. Il Chinato Soda mixa la soda al Marolo Chinato in un drink sorprendentemente fresco per il clima umido di New Orleans!

Ci sveli qualche trend Usa in fatto di mixology? Davvero grappa e amari vengono riscoperti?

Per quanto riguarda i trend, vedo moltissimi bartender muoversi verso concetti come sostenibilità ed essenzialità. Anche il mondo della mixology sta scoprendo un po’ di sobrietà, evitando gli sprechi. Cosa che, a ben guardare va a braccetto con la produzione della grappa, che è ottenuta dagli “scarti” della vinificazione. Credo che in Usa ci sia una riscoperta del concetto di digestivo e di amaro all’interno dell’esperienza gastonomica. Sono sicura che vedremo aumentare l’uso della grappa nella mixology mano mano che i bartender ne scopriranno la storia, gli aromi e la verstilità, proprio come è accaduto con i prodotti di Marolo.

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