Che cos’è la grappa barricata?

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Tutta la grappa barricata è invecchiata, ma non tutte la grappa invecchiata è barricata, avrebbe potuto scrivere Lev Tolstòj se il suo Anna Karenina non avesse parlato di famiglie infelici ma di grappe che trascorrono periodi superiori ai 12 mesi in botte.

Quello di “Grappa barricata” è un concetto che spesso viene confuso o usato in maniera impropria per riferirsi in maniera generica a grappe che hanno trascorso un periodo di affinamento più o meno lungo in contenitori di legno, di qualsiasi dimensione o materiale essi siano.

In realtà, la legge italiana stabilisce con un decreto del MIPAAF risalente al 28 gennaio 2016 una rigida distinzione fra grappe vecchie o invecchiate e grappe stravecchie o riserva, con una nota per quanto riguarda la dicitura barricata.

Infatti, se una grappa viene imbottigliata dopo un periodo di affinamento in botte, certificato dai controlli dell’Agenzia delle Dogane, compreso fra i 12 e i 18 mesi, allora ci si riferisce a essa come vecchia o invecchiata. Se invece, il periodo passato in botte supera i 18 mesi, arrivando anche oltre i 30 anni per distillati di particolare pregio e di indiscutibile ricchezza d’aromi, allora l’etichetta di quella particolare grappa riporterà la dicitura stravecchia o riserva.

In entrambi i casi parliamo di grappe caratterizzate da un bouquet aromatico che eredita il meglio del vitigno di origine, arricchendosi di quegli aromi terziari, quali cacao, vaniglia, spezie e legno, che meglio descrivono e sottolineano la bravura e la mano del distillatore e dipendono fortemente dal tipo di legno utilizzato e dal tempo di permanenza in esso.

Ma quando si può parlare di Grappa barrique o barricata?

Iniziamo chiarendo un punto, in modo che sia cristallino come la miglior grappa giovane: di cosa parliamo quando parliamo di barrique.

Con il termine barrique, che richiama immediatamente alla memoria importanti liquori e vini da meditazione quali il Bourbon, lo Sherry, il Porto e il Marsala, si intendono botti piccole di capacità variabile, compresa tra i 225 litri (barrique bordolese) e i 228 litri (barrique borgognona). Entrambe le tipologie vengono realizzate partendo da legno di rovere francese che, dopo essere stato spaccato in doghe, viene lasciato a stagionare per un periodo che va dai 2 ai 5 anni alla mercè del clima e delle intemperie. Dopodichè le doghe vengono assemblate nella caratteristica forma a botte, appunto, e poi tostate. La tostatura della faccia interne delle doghe mediante fiamma viva, che può essere leggera, media o intensa, è un momento di fondamentale importanza nel processo di realizzazione della barrique. La tostatura dà vita a una serie di reazioni chimico-fisiche che influiranno in maniera decisiva sulle caratteristiche organolettiche del vino, o nel nostro caso della grappa, che trascorrerà il periodo di affinamento all’interno di quella specifica barrique.


marolo grappa di barolo barricata

Grappa di Barolo affinata in piccole botti di rovere

 


Ora, citando ancora il decreto MIPAAF, possono definirsi barricate soltanto le grappe che abbiano trascorso almeno la metà del periodo minimo di affinamento all’interno di una barrique, tempo che perciò varierà a seconda che si tratti di una grappa vecchia o riserva.

Il passaggio in barrique è un momento estremamente delicato, dal quale traspare più che mai la capacità e l’esperienza di un distillatore: il formato ridotto della barrique e l’estrema porosità del legno di rovere francese permettono un continuo scambio di ossigeno tra il distillato e l’ambiente circostante, innescando quelle reazioni di ossidazioni che tanto sanno dare o togliere a una grappa in termini di colore e sapori. A ciò si aggiunge il fatto che la grappa, possedendo una percentuale alcolica per volume piuttosto elevata, innescherà il rilascio delle sostanze nobili del legno, quali quercina e tannini, che incideranno non poco sul profilo organolettico finale del prodotto.


Marolo Grappa barricata

Grappa Dedicata al Padre, affinata in barrique

 


Alla fine del processo di invecchiamento una grappa barricata si presenterà di un colore che spazia dal dorato all’ambra più scura, ricca di profumi anche molto complessi, quasi eterei, quali sentori di spezie o tabacco, e un gusto rotondo, smussato dai richiami di vaniglia e frutta matura, a seconda che si tratti di una grappa barricata vecchia o riserva.

La Grappa barrique o Grappa barricata è figlia del tempo e dell’esperienza certosina e maniacale del distillatore, un prodotto da meditazione che richiede a sua volta tempo ed esperienza per essere apprezzata per l’ampio ventaglio di sensazioni gustative e olfattive che è in grado di regalare. Perfetta per accompagnare il passo lieve di certe sere di fine inverno, non disdegna un ottimo sottofondo musicale dell’eccellente compagnia con cui essere condivisa.


Grappa Marolo “Doppio Fusto” con doppio passaggio in botte: di acacia e poi barrique di rovere.


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