Le più belle etichette di Marolo disegnate da Gianni Gallo

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I festeggiamenti dei 40 anni della Distilleria Marolo sono stati un momento per ricordare una delle più poliedriche figure artistiche delle Langhe che, dalla fine degli anni ’70 fino alla sua prematura scomparsa, nel 2011, lavorò fianco a fianco con Paolo Marolo per donare alle sue grappe quelle etichette che ancora oggi le distinguono e, in qualche modo, le raccontano.

Da un sogno condiviso nella casa di Gianni Gallo, a Dogliani, alla realizzazione di un’idea, dall’individuazione comune degli obiettivi all’identificazione del marchio, con le sue xilografie Gianni Gallo ha creato dei veri capolavori per Marolo che, con il passare del tempo e visti in chiave cronologica, sono diventati parte del brand e ne costituiscono il filo conduttore.

Come racconta Paolo Marolo: «Gianni Gallo dipingeva in bianco e nero, di primo acchito non si riusciva a capire la bellezza dei suoi lavori, ma solo la genialità del tratto. Dopo aver scelto il soggetto, passavamo ai colori e facevamo le prove di stampa. Quei tratti essenziali prendevano vita, cominciavano a brillare sul fondo bianco della carta. Capii l’importanza del lavoro, la novità. Le etichette di grappa erano tutte nere, all’epoca, grigie o marroni, con qualche scritta. Le mie erano bianche, con un disegno realistico centrale, vibrante, naturalistico: sugli scaffali, erano le prime ad essere notate»

Chi era Gianni Gallo? Difficile dirlo in poche parole. Un artista, un poeta della Langa, un intagliatore, uno squisito commensale e un ospite sempre pronto ad aprire la sua casa agli amici. Però anche un personaggio schivo, un anarchico convinto, uno che non ha mai avuto il telefono fisso in casa sua e che ha rilasciato pochissime interviste, nonostante la fama e il prestigio dei “clienti” per cui preparava le etichette. La raffinatezza e la sobrietà dei suoi disegni sono le stesse che contraddistinguono la sua vita.

«Chi non ha goduto della sua compagnia e della sua disponibilità, del suo mitico divan e delle intense chiacchierate ricche di aneddoti e ricordi di incontri con i più rimportanti intellettuali del ‘900, difficilmente può capire fino in fondo Gianni Gallo e la grande passione che lo lega alla sua terra e ai suoi amici» racconta ancora Paolo Marolo, ricordando il suo carissimo amico.

Il quale, come raccontiamo nell’intervista dedicata agli inizi della Distilleria Marolo, dovette prima diventare amico e poi cliente di Gianni per potersi fare dipingere le prime etichette. Un lavoro di reciproca conoscenza e “ammaestramento” che ha creato la cifra stessa della comunicazione Marolo, fatta di attenzione al dettaglio, capacità di attesa, qualità senza compromessi e ricerca di un’estetica pulita, artigianali, ma affettata o  irruenta.

Per ricordare Gianni Gallo e la sua straordinaria opera, abbiamo raccolto alcune delle sue più belle litografie, che tracciano – è il caso di dirlo – la storia di stessa di Marolo.

 

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